sabato 17 dicembre 2011

FINESTRA APERTA SUL TEATRO BELGA

Dopo Antonio Garufi e i suoi misteri planetari, Benedetta De Bonis ha messo in luce per noi il Teatro belga degli anni '70-'80, ma anche la storia di questo strano Paese che è il Belgio, difficile da considerare come "UN" Paese, e infatti è stato "inventato" dalle grandi potenze europee negli anni trenta dell'ottocento per togliere qualche castagna dal fuoco alle rispettive politiche espansionistiche... ma questa nascita così astratta continua a influenzare non poco la vita e la cultura di chi ha avuto l'avventura di nascere "belga" e non sa che vuol dire! E pensare che i nostri leghisti si ispirano proprio al Belgio! Poveri noi!

La difficoltà di trovare una  identità culturale propria ha portato la letteratura belga francofona a confrontarsi con la Francia, ma è interessante vedere che, al contrario di questa, i belgi si pongono su un piano di non razionalità, di ricerca dello strano, avvicinandosi quindi al sentire nordico, scuro, fiammingo... e la pittura dei vari Ensor, Magritte, Delvaux  è un bell'esempio di "stranezze" surrealiste... Altri esponenti di questa cultura da conoscere: l'unico premio Nobel: Maeterlinck, ma anche altri che hanno fatto la loro carriera in un "esilio", spesso francese, come Pierre Debauche e prima di lui Félicien Marceau.... (e perché no, oltre Brel anche Jonny Holliday). Per non dire che anche Yourcenar è nata a Bruxelles..., ma non è certo belga!
Dal punto di vista teatrale, il Belgio rimane "indietro"rispetto al resto dell'Europa (Brecht, Artaud...) e solo negli anni Settanta diversi artisti che hanno ricevuto una formazione all'estero operano un deciso rinnovamento del teatro e della drammaturgia belga, ma non sono molto secondati dalle istituzioni, che li sostengono per qualche anno e poi... (AH! LE SOVVENZIONI!).
Da noi è  conosciuto soprattutto BEJART, esponente fantastico del teatro del corpo, innovatore geniale della danza, meno conosciuti sono invece
MARC LIBENS che, dopo aver creato il THéATRE DU PARVIS a Saint Gilles alla periferia di Bruxelles,
dà vita all' "ENSEMBLE THEATRALE MOBILE",
appunto insieme alla sua compagna MICHELE FABIEN, oggetto in particolare degli studi di Benedetta.
Il teatro di questa artista  trae ispirazione dalla grande tradizione classica del mito greco per farne una rilettura in chiave femminista, per mettere in primo piano i personaggi disperati e riabilitarli. La sua prima pièce si intitola JOCASTE, in onore dell'eroina dell'Edipo Re, ma forse è un nome scelto quasi per caso, quel che vuole mettere in luce non è il mito greco ma il personaggio della donna moderna presa nel dilemma se è possibile, oggi, convivere con la propria colpa e quindi decidere di non uccidersi, schiacciata dal suo peso.
Ancora un altro personaggio mitico, DEIANIRA, non segue la sua tradizionale sorte di suicida disperata per aver senza colpa provocato la morte del marito infedele, ma muore insieme a lui, l'amato Ercole.
Il lavoro di M. Fabien si interrompe bruscamente, drammaticamente, nel 1999, per un aneurisma che la colpisce durante una conferenza su Pasolini, da lei tradotto, e che le impedisce di portare a termine il suo lavoro teatrale, che risente della mancanza di una revisione, di una maturazione e rimane un po' sospeso... (Per chi volesse saperne di più, ecco il sito ufficiale: www.michele-fabien.be/biographie.htm)



Ascoltare Benedetta è stato veramente interessante e stimolante (anche perché  in diversi conoscevano da molto vicino il Belgio...), le sue risposte molto ben documentate e fornite con gran simpatia, la sala piena, la curiosità palpabile, le birrette e l'aperitivo del Tarcaban piacevoli...
Insomma, abbiamo cominciato bene, continuiamo ancora meglio!

GRAZIE BENEDETTA!





Il prossimo incontro Piupratelliano si annuncia interessantissimo, su tutto un
altro territorio... quello della polvere bianca che distrugge i cervelli e che
Sandro Cominardi ci farà conoscere da molto vicino... non perdetelo, il  12 /1/ 12.



Nessun commento:

Posta un commento