giovedì 5 aprile 2012

MARZO GRANPRATELLIANO

E dopo un gennaio e un febbraio ricchi di incontri così stimolanti, abbiamo approfittato dell’energia che ancora circola da queste parti e l’abbiamo ancora una volta portata nel Pratello, e anche un po’ più in là....

Abbiamo cominciato al VAPIAN, bar di via della Grada attento alle arti e all'antifascismo, dove abbiamo presentato un estratto de UN UOMO QUALUNQUE nel quadro della bella iniziativa "Le tue bombe nel mio giardino",  tre serate con interventi storico-artistici-culturali sui rigurgiti di fascismo presenti purtroppo ai giorni nostri.



Alla PiUPRATeL
abbiamo ascoltato VALENTINA MAINI  che ci ha raccontato in anteprima la sua Tesi su BECKET e AMELIA ROSSELLI, quindi siamo passati alla musica ospitando VLADIMIRO CANTALUPPI col suo libro e il suo violino, accompagnato dai bravi LAURA FRANCAVIGLIA alla chitarra e CLAUDIO PETITTO al contrabbasso, 
infine dalla musica siamo tornati alla letteratura col nostro amico poeta e traduttore NICOLA MUSCHITIELLO che ci ha parlato nientemeno di “COS’È LA POESIA”!!!!   (Non so se mi spiego, qui il livello è sempre più da Grande Università...)


E il Teatro? Questo mese il Teatro Subito ha presentato la “CONVERSAZIONE SINFONIETTA” di 
JEAN TARDIEU, in anteprima al pubblico pratelliano 
della consueta Sala Benjamin, poi in “trasferta”, in 
Vicolo Bolognetti, col patrocinio dell'Associazione "Il Pozzo delle Idee".

Ora non ci resta che andare avanti così, infatti stiamo continuando la preparazione dello spettacolo finale del gruppo “Teatro Subito Dopo” e corriamo veloci per preparare la nostra lettura animata de "La Servitù Volontaria" di Etienne De La Boétie alla Festa del Pratello R’esistente del 25 Aprile...

QUALCHE DETTAGLIO.... 


VLADIMIRO è davvero un ottimo 
musicista, teorico e pratico, e abbiamo ascoltato con molto interesse sia il racconto delle sue ricerche sulla musica tradizionale dell’Ungheria e dei Paesi vicini, sia il suo violino e i suoi amici. È sempre sorprendente rendersi conto dei legami culturali tra realtà che sembrano a prima vista lontane, ci permette di capire cosa ci unisce, nel profondo. Chi si immaginava che nelle musiche ungheresi, ad esempio, si ritrova una scala 
PENTATONICA con strutture melodiche affini ai canti del Rinascimento e che questa scala trae origine da melodie ben più antiche prese a modello per creare qualcosa di nuovo. Una curiosità ancora: gli Asburgo, nel ‘600, ingaggiavano le ORCHESTRINE ZINGARE per farle suonare nei mercati e stimolare così l’arruolamento dei contadini poveri nel loro esercito, illudendoli sulla bella vita dei soldati.... Non è possibile raccontare tutta la densità dell’incontro, che ha spaziato dalla musica tradizionale a Bela Bartòk, a F. J. Haydn, all’antropologia mostrandoci anche documenti visivi e soprattutto facendoci ascoltare dal vivo musiche molto belle suonate con grande sensibilità! Per fortuna che il CD “L’ALBERO DEI CANTI” possiamo ascoltarlo quando vogliamo (anche tre volte al giorno)... ma dal vivo è ancora meglio!


VALENTINA la conosciamo bene, già la sua prima Tesi ci aveva ispirato il nostro spettacolo “PAROLE CHE SALVANO”, che due anni fa ci aveva immersi nei campi di concentramento nei quali, a dispetto di tutto, la Poesia aiutò gli internati, che ricordavano e recitavano, a sopravvivere e a restare umani.
Ora la sua ricerca si è dedicata ai movimenti nello spazio dei personaggi di Samuel Beckett  in "Molloy"  e nell'opera di Amelia Rosselli, con un occhio alla danza dell'ammirabile, magnifica   Pina Baush (“NON MI INTERESSA COME LA GENTE SI MUOVE, MA COSA LI MUOVE”). Così ci siamo lasciati accompagnare dentro e fuori Molloy di Beckett e La libellula della Rosselli, due testi molto diversi che hanno in comune il “movimento” bloccato dei protagonisti, colto nella loro difficoltà, sulla frontiera dell'abbandono del passato: sono personaggi zoppi, amputati, che partono per tornare indietro, in un movimento circolare che li fa sembrare fermi di fronte al mondo che si muove.
Insomma, le parole di Valentina ci hanno interessati molto e spinto i più curiosi ad andarsi a leggere Beckett e la Rosselli  
“...è questo l’essenziale!” come direbbe un altro campione dell’assurdo, il nostro Tardieu! Ma di lui parleremo dopo...
(Noi poi, abbiamo portato fortuna a lei per la sua Laurea.... Complimenti, Vale!)




Ultimo appuntamento PiUPRATeL del mese, veramente d’eccezione, è stato col nostro amico poeta e traduttore NICOLA MUSCHITIELLO, un BAUDELAIRIANO autentico, reduce da una fatica biennale per completare la traduzione dei FIORI DEL MALE nella loro versione originale, come l’aveva voluta Baudelaire, senza le amputazioni della censura del tempo che poi non erano mai più state ripristinate nell'ordine originale in nessuna edizione successiva, neanche in Francia.
Il titolo che avevamo dato era veramente molto ambizioso, “COS’È LA POESIA”, ma nell’accogliente atmosfera del Tarcaban ci siamo ritrovati tutti insieme a discutere con Nicola della sua passione per Baudelaire e, attraverso quei versi, abbiamo, nel concreto, approfondito la parola poetica e l’avventura della traduzione, in modo veramente affascinante.
Ancora un incontro alla fine del quale ci sentivamo bene, grati a chi ci ha regalato un po’ del suo tempo e molto delle sue conoscenze e passioni. (Senza contare che il giorno prima, in Vicolo Bolognetti, ha offerto  anche  agli spettatori del Pozzo delle Idee, dopo l'esibizione dei "Subiti", una dotta conversazione su Baudelaire e i suoi Fiori del Male...doppio grazie...)


....E FINALMENTE, IL TEATRO SUBITO è andato in scena con la CONVERSAZIONE SINFONIETTA di Tardieu  lunedì 26 e mercoledì 28!
Ci siamo divertiti un sacco a provare e riprovare, a cercare un’armonia nelle nostre voci all’inizio così poco ritmiche e sincrone, a dare “un senso” a questa conversazione buffa e apparentemente così assurda...
Grazie alle invenzioni del nostro regista Alain Leverrier, ci sembra di esserci riusciti e abbiamo divertito il pubblico, nelle due occasioni molto variegato, anche digiuno di rappresentazioni teatrali, come i ragazzi del Centro di istruzione Professionale di Castel de’ Britti che hanno pure realizzato per noi i leggii, unico accessorio scenico che dava l'impressione di assistere a un “concerto”.
Lo replicheremo ancora, le occasioni non mancheranno per questi 20 minuti
deliranti, veramente adatti per un aperitivo teatrale (privato o pubblico)!

lunedì 5 marzo 2012

FEBBRAIO RESISTENTE

Due gli appuntamenti più significativi del febbraio che si è appena concluso: l'incontro con il partigiano e deportato Franco Varini, che è venuto a raccontarci la sua esperienza al Pavese, e la conversazione della PiUPRATeL sull'acqua e la sua gestione con Paolo Mannini, amico agronomo esperto, tra l'altro, di irrigazione e risparmio idrico.

Due temi molto diversi ma ambedue molto interessanti e fondamentali, come la memoria del passato e il rispetto dell'ambiente, per salvaguardare il futuro di tutti..

L'incontro con FRANCO VARINI di domenica 19 è stato veramente emozionante anche grazie alla sua straordinaria capacità di raccontare episodi lontani ma ancora così vivi nella sua memoria, che vanno assolutamente trasmessi ai più giovani, cosa che lui fa, instancabilmente.
Giovani ce n'erano, tra il folto pubblico, e davanti ai loro e ai nostri occhi se ne sono materializzati altri, quelli che l'8 settembre del '43, in modo del tutto spontaneo, seppero scegliere da che parte stare e cominciarono a resistere, nel loro borgo cittadino abitato da povera gente, ma  che non voleva più essere sottomessa: il "Mirasole" .  Franco "il figlio della Nina", che nel '44 fu arrestato e prima portato a Fossoli quindi trasferito a Bolzano e infine in Germania,  ci ha raccontato la sua lunga odissea personale senza retorica bensì con molta umanità e vivacità, mostrandoci una volta di più quanto siano preziose queste testimonianze, inevitabilmente, purtroppo, sempre più rare.  I suoi racconti, il suo elenco preciso dei triangoli colorati sulle vesti dei prigionieri dei campi: rosso, azzurro, rosa, viola, nero,  giallo, verde, sono indispensabili per capire e non dimenticare lo sterminio nazista dei prigionieri: politici, apolidi, omosessuali, zingari, asociali, ebrei... e infine la crudeltà che costringeva altri a diventare "kapò", col triangolo verde.
Per noi è stata un ottima occasione per conoscere una bella persona, che avevamo visto nel bel documentario dell'amico Franco Riviello, anche lui presente, e di ritrovarci con gli amici dell'Anpi Pratello coi quali abbiamo organizzato l'evento. 
Ancora GRAZIE, Franco!



Il 16 febbraio Paolo Mannini ci ha regalato una conferenza sull'acqua  interessantissima, accompagnandoci in terreni scientifici non certo usuali per noi, ma essenziali per il nostro vivere quotidiano. E' indispensabile cambiare stile di vita, se non vogliamo che la siccità, anche qui da noi, diventi un fenomeno sempre più esteso. Mangiando un kg di  manzo ci "beviamo" tra i 15 e i 17000 litri d'acqua necessari alla sua produzione, mentre per un kg di maiale ne bastano 6500... siamo stati però contenti di sapere che per un bicchiere di vino sono sufficienti "appena" 120 litri...
Non è possibile riassumere in poche righe tante informazioni, ma i dati sul prelievo  di acqua potabile e sull'uso delle acque irrigue e le loro conseguenze, sono veramente impressionanti! La carta dei pozzi dell'Emilia Romagna, abusivi o no, ci mostra una densità incredibile, un territorio veramente bucherellato in maniera abnorme...
I dati sulla subsidenza, generata anche dal prelievo del gas, fanno davvero paura: Bologna si è abbassata di 6 metri in un arco di tempo storicamente "breve", Cesenatico si abbassa di 3 cm l'anno e Castelmaggiore non sta granché meglio...
Ci auguriamo di riprendere il discorso insieme a Paolo, magari invitando anche i suoi amici specialisti del clima che abbiamo avuto il piacere di conoscere e ascoltare: sono ancora tanti i nostri dubbi e le nostre curiosità.
Grazie, Paolo!



martedì 31 gennaio 2012

UN MESE DI “PiUPRATEL”

Un mese veramente ricco di iniziative stimolanti e ben riuscite questo gennaio 2012!
Abbiamo cominciato al Tarcaban col nostro esperto Sandro Cominardi che ci ha parlato di “Cocaina e non solo – andare oltre per essere altro”, quindi siamo passati a “Samuel Beckett nella cultura teatrale italiana”, presentato dal giovane ricercatore Fernando Funari, per concludere al Pavese, davanti a un pubblico numerosissimo di giovani ingeneri ed architetti e illustri professori, con “L’architettura sostenibile: principi-tecnologie-applicazioni” illustrata da Francesco Fulvi, ingegnere di Parma, e dai suoi collaboratori dello Studio4S (Simona Bernardoni, Silvia Fecci, Marco Mosconi e Michele Sbarsi).
Varietà di argomenti e personalità, tutti veramente interessanti.

Il 12 gennaio  il nostro Sandro Cominardi ci ha regalato la sua grande esperienza in fatto di dipendenze: da dove originano, come si sviluppano, quali fattori esterni e interni le inducono e ne rendono prigionieri i soggetti interessati... ma ha saputo soprattutto farci ragionare sul nostro modo di essere, di vivere in questa società che ci chiede di essere sempre più performanti, rapidi, sempre più superiori a noi stessi, bisognosi di “doping” ad ogni livello... abbiamo parlato di come ognuno di noi reagisce agli stimoli contraddittori che possono anche arrivare a travolgere l’individuo. Abbiamo ascoltato, ci siamo confrontati, ci siamo scambiati esperienze e punti di vista. Siamo usciti tutti molto più consapevoli....

19 gennaio, sempre al Tarcaban café,  tutt’altro argomento, dagli effetti delle dipendenze al teatro beckettiano. Tutt’altro? L’assurdità dei testi e dei personaggi di Beckett in effetti la dice lunga sulla nostra società e sulle sue contraddizioni!...
Fernando Funari ci ha raccontato in particolare di come in Italia spesso Beckett sia stato frainteso, rappresentato con un taglio quasi burlesco che lui non avrebbe per niente approvato, “travisato” quindi secondo un’ottica mediterranea che non aveva molto a che vedere  con la sua visione nordica, buia. Molto interessante il raffronto con l’arte di Sergio Tofano (indimenticabile artefice delle storie del “Milione” sul Corriere dei Piccoli) presentata come una chiave per capire l’interpretazione di Beckett all’italiana: le gags che si susseguono senza portare a nulla, l’assenza di trama... ma Beckett, che pure aveva lavorato con B.Keaton e Karl Valentin, non sfruttava le gags in senso comico, come invece gli hanno fatto fare tanti registi italiani....

26 gennaio, ancora un altro aspetto fondamentale del nostro vivere nel mondo, della contraddizione tra la legittima ricerca di “confort” e l’inutile, esagerato, sfruttamento delle risorse ambientali: l’architettura sostenibile vuole, appunto, contribuire a risolvere questa contraddizione, vuole aiutarci a vivere meglio senza consumare il nostro ambiente, dandoci un confort  sostenibile.
Veramente interessante, stimolante e chiarificatore!
Difficile in questa sede però, senza nemmeno le diapositive sintetiche e chiare che ci ha mostrato Francesco Fulvi, dar conto di tutto ciò che è stato illustrato, dal risparmio energetico che comincia nelle nostre case, all’uso delle fonti rinnovabili, alle direttive europee, alle difficoltà italiane nell’applicarle, fino agli interessantissimi esempi d’interventi edilizi a Malmoe... da non dimenticare poi, l’uso di mezzi di trasporto sostenibili: la bicicletta! E naturalmente le soluzioni urbanistiche necessarie...
Senza parlare degli interventi dal pubblico, autorevoli è dir poco, che ci hanno aiutati ad approfondire i temi trattati e anche a capire meglio certe scelte architettoniche della nostra città, dove si fa un po’ fatica ad individuare gli interventi “contemporanei”, i quali poi  non sono certo sempre ben inseriti nel contesto cittadino, o il significato del concetto di “verde pubblico” che non deve essere semplicemente un numero percentuale.

Infine un dettaglio non certo di poco conto per noi GranPratelliani: la gioia nel vedere radunati al Pavese insieme a noi tanti studenti e docenti che hanno partecipato così  numerosi a questo incontro, presenze che ci spronano a continuare in questa nostra attività, che vedrà tra breve un altro intervento “ambientale”, con Paolo Mannini, esperto del Consorzio di Bonifica, che ci parlerà di acqua e siccità, in particolare nella nostra Regione.

venerdì 23 dicembre 2011

RIFLESSIONI DI ABITANTI DEL QUARTIERE SUL CARCERE MINORILE

ABBIAMO MANDATO UNA LETTERA AI GIORNALI PUBBLICATI NELLA NOSTRA CITTA' PER RIFLETTERE SU QUANTO AVVENUTO AL CARCERE MINORILE.
Ecco di seguito il testo:

L’Associazione “Il Grande Pratello”, nata per favorire l’integrazione, la convivialità, l’accesso alla cultura, l’espressione e la fruizione artistica, in particolare nel nostro territorio, nel leggere quello che è successo in questi anni all’interno del carcere Minorile, conosciuto da tutti come “il Pratello”, rimane dolorosamente  meravigliata. 
Abbiano vissuto con orgoglio la presenza  di questi ragazzi che con noi hanno partecipato  alla festa del 25 aprile e animato la nostra via nelle sere di fine giugno, attraverso performance promozionali  di cultura e di socializzazione.
I cosiddetti adulti, meglio definiti come funzionari pubblici con il compito di “recuperare”, non hanno fatto trapelare nulla. 
Noi, ignari di tutto,  abbiamo trascorso le nostre giornate  accanto alle sofferenze di questi ragazzi  senza accorgerci del loro star male e portandoci dentro l’immagine della loro serena presenza in mezzo a noi, sia pure per poche ore in quei pochi giorni.
Esprimiamo il nostro dispiacere per questi  giovani comunque in difficoltà. Agli  adulti, responsabili di aver taciuto una realtà dolorosa, vogliamo ricordare che il silenzio porta sempre a un peggioramento della situazione e l’essere adulti non è un diritto acquisito con l’età, ma un dovere soprattutto quando si ha un ruolo pubblico per aiutare ragazzi che fanno fatica già per conto loro.   

martedì 20 dicembre 2011

IL TEATRO SUBITO ALLA FESTA “C’ENTRO ANCH’IO”

Ancora una volta il Teatro Subito si è “indignato” con le parole di Stéphane Hessel, grazie al Centro Sociale della Pace che ci ha invitati a presentare l’adattamento di “Indignez vous”, messo a punto dal nostro regista Alain Leverrier.

Siamo molto contenti di essere potuti “entrare” anche noi nella festa C’ENTRO ANCH’IO con la nostra lettura, certo non molto festaiola, ma che è stata accolta con attenzione, emozione (qualche lacrima giustificata...) e intelligenza!
Ci piace molto stare davanti a un pubblico che più vario non si può, di tutte le età e provenienze, disponibile e attento.

È il momento degli auguri, ma senza vigilanza e indignazione, senza lotta contro le ingiustizie, per  una migliore convivenza, uguaglianza e più cultura, non si va da nessuna parte!

Siamo arrivati dopo i canti del  Coro e la visita delle Autorità (che abbiamo fatto giusto in tempo a veder andar via) ma noi siamo restati  fino all'ultimo e in un'atmosfera calda e conviviale abbiamo anche gustato un “rinfresco” strabuono insieme al nostro pubblico, ottima ricompensa alle nostre fatiche.

Ringraziamo prima di tutto i responsabili del Centro (a partire da Angelo e Aldo...) e il Circolo Pavese con Fiorella e Mauro (... e il cuoco!), Mirella per il proiettore, Laura Curcio Rubertini e tutti quelli che hanno collaborato alla buona riuscita della festa e hanno apprezzato il nostro lavoro.... un bel grazie infine a chi è stato con noi, “attori”, “tecnici”, “granpratelliani” vecchi e nuovi,  e al generoso pubblico.
Continuiamo così, auguri!


sabato 17 dicembre 2011

FINESTRA APERTA SUL TEATRO BELGA

Dopo Antonio Garufi e i suoi misteri planetari, Benedetta De Bonis ha messo in luce per noi il Teatro belga degli anni '70-'80, ma anche la storia di questo strano Paese che è il Belgio, difficile da considerare come "UN" Paese, e infatti è stato "inventato" dalle grandi potenze europee negli anni trenta dell'ottocento per togliere qualche castagna dal fuoco alle rispettive politiche espansionistiche... ma questa nascita così astratta continua a influenzare non poco la vita e la cultura di chi ha avuto l'avventura di nascere "belga" e non sa che vuol dire! E pensare che i nostri leghisti si ispirano proprio al Belgio! Poveri noi!

La difficoltà di trovare una  identità culturale propria ha portato la letteratura belga francofona a confrontarsi con la Francia, ma è interessante vedere che, al contrario di questa, i belgi si pongono su un piano di non razionalità, di ricerca dello strano, avvicinandosi quindi al sentire nordico, scuro, fiammingo... e la pittura dei vari Ensor, Magritte, Delvaux  è un bell'esempio di "stranezze" surrealiste... Altri esponenti di questa cultura da conoscere: l'unico premio Nobel: Maeterlinck, ma anche altri che hanno fatto la loro carriera in un "esilio", spesso francese, come Pierre Debauche e prima di lui Félicien Marceau.... (e perché no, oltre Brel anche Jonny Holliday). Per non dire che anche Yourcenar è nata a Bruxelles..., ma non è certo belga!
Dal punto di vista teatrale, il Belgio rimane "indietro"rispetto al resto dell'Europa (Brecht, Artaud...) e solo negli anni Settanta diversi artisti che hanno ricevuto una formazione all'estero operano un deciso rinnovamento del teatro e della drammaturgia belga, ma non sono molto secondati dalle istituzioni, che li sostengono per qualche anno e poi... (AH! LE SOVVENZIONI!).
Da noi è  conosciuto soprattutto BEJART, esponente fantastico del teatro del corpo, innovatore geniale della danza, meno conosciuti sono invece
MARC LIBENS che, dopo aver creato il THéATRE DU PARVIS a Saint Gilles alla periferia di Bruxelles,
dà vita all' "ENSEMBLE THEATRALE MOBILE",
appunto insieme alla sua compagna MICHELE FABIEN, oggetto in particolare degli studi di Benedetta.
Il teatro di questa artista  trae ispirazione dalla grande tradizione classica del mito greco per farne una rilettura in chiave femminista, per mettere in primo piano i personaggi disperati e riabilitarli. La sua prima pièce si intitola JOCASTE, in onore dell'eroina dell'Edipo Re, ma forse è un nome scelto quasi per caso, quel che vuole mettere in luce non è il mito greco ma il personaggio della donna moderna presa nel dilemma se è possibile, oggi, convivere con la propria colpa e quindi decidere di non uccidersi, schiacciata dal suo peso.
Ancora un altro personaggio mitico, DEIANIRA, non segue la sua tradizionale sorte di suicida disperata per aver senza colpa provocato la morte del marito infedele, ma muore insieme a lui, l'amato Ercole.
Il lavoro di M. Fabien si interrompe bruscamente, drammaticamente, nel 1999, per un aneurisma che la colpisce durante una conferenza su Pasolini, da lei tradotto, e che le impedisce di portare a termine il suo lavoro teatrale, che risente della mancanza di una revisione, di una maturazione e rimane un po' sospeso... (Per chi volesse saperne di più, ecco il sito ufficiale: www.michele-fabien.be/biographie.htm)



Ascoltare Benedetta è stato veramente interessante e stimolante (anche perché  in diversi conoscevano da molto vicino il Belgio...), le sue risposte molto ben documentate e fornite con gran simpatia, la sala piena, la curiosità palpabile, le birrette e l'aperitivo del Tarcaban piacevoli...
Insomma, abbiamo cominciato bene, continuiamo ancora meglio!

GRAZIE BENEDETTA!





Il prossimo incontro Piupratelliano si annuncia interessantissimo, su tutto un
altro territorio... quello della polvere bianca che distrugge i cervelli e che
Sandro Cominardi ci farà conoscere da molto vicino... non perdetelo, il  12 /1/ 12.



VITA, MORTE ED EVENTUALI MIRACOLI DEI PIANETI

ANTONIO GARUFI, nostro ricercatore planetario amante del teatro (e dei "Vissi d'arte e d'amore" in particolare), ci ha iniziati ai segreti dei pianeti, tanto più interessanti quanto, per noi profani, sconosciuti. Ciò che è più impressionante è l'accelerazione delle "nostre" conoscenze (degli scienziati, naturalmente!) in questi ultimissimi anni: noi che abbiamo imparato a memoria (e anche insegnato) i nomi di meno di una decina di pianeti del nostro sistema solare, siamo oggi confrontati a numeri di stelle e pianeti che facciamo pure fatica a figurarci!  E' solo del 1995 la scoperta del primo pianeta extrasolare ed ora ne hanno già visti 700!... Ci rassicura (o no?) sapere che per ora quelli individuati sono inabitabili... ma chissà?
Loro continuano a cercare!
E Antonio continua a studiare i dati della "sua" stella: FT TAURI!